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30/06/2010 
Quote latte, gli allevatori cremonesi di Confagricoltura: “non accettiamo sanatorie”. Vecchioni: “inutile tentare di forzare la mano per ottenere privilegi”
 

“Sulla querelle infinita  delle quote latte e relative multe non possiamo accettare che vi siano sanatorie, o abbuoni, o qualsiasi altra corsia preferenziale diversa da ciò che le leggi 119 e 33 , con i relativi provvedimenti collegati, prevedono”. Così il presidente della Libera associazione agricoltori cremonesi, Antonio Piva, interviene confermando massima fiducia e sostegno al  ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, e alla sua linea del rigore. “Se qualcuno pensa a possibili scappatoie in extremis - ha proseguito Piva - sappia che, se ciò accadesse, siamo ben decisi a pretendere che ci vengano restituiti fino all’ultimo centesimo i soldi spesi per l’acquisto delle quote latte e anche quelli versati dagli allevatori che hanno pagato le multe sugli splafonamenti produttivi aderendo alla rateizzazione”.

Da parte sua il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni aggiunge:“E’inutile che poche centinaia di allevatori tentino di forzare la mano per ottenere privilegi a danno di chi si è comportato correttamente. In questi anni sono state offerte, a chi ha voluto farlo, tutte le possibilità per mettersi in regola, oggi è strumentale e provocatoria, oltre che assolutamente non corretta sotto il profilo sindacale, ogni iniziativa indirizzata verso la persona del ministro. Una tempestiva e puntuale applicazione dalla normativa sulle quote latte è l’unico modo per riportare alla normalità il  settore senza creare sperequazioni tra chi le leggi le ha rispettate e chi le ha aggirate”.
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