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22/02/2012 
Ifad, Guidi (Confagricoltura): "misure a favore dell'agricoltura per garantire una società più giusta e stabile"
 

“Le dichiarazioni del premier, Mario Monti, al Consiglio dei governatori dell’Ifad rende ragione alle logiche di incrementi produttivi e interventi sulla volatilità dei prezzi che Confagricoltura sostiene da anni. Riconoscere che la crisi alimentare ed energetica è più vasta e profonda di quella finanziaria ed economica è riconoscere la necessità di misure su scala europea e nazionale che favoriscano il rilancio dell’agricoltura”.

Questo il commento del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, all’intervento del presidente del Consiglio al Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. 

“La mancanza di investimenti in agricoltura negli ultimi decenni ha creato un mercato alimentare vulnerabile – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. Nel 1970 il finanziamento globale per la ricerca agricola, pubblica e privata, era stimato in circa 40 miliardi di dollari all'anno. Oggi, stando a recenti rilevazioni di Rabobank, è sempre a 40 miliardi di dollari, ma la popolazione mondiale è raddoppiata. Inoltre negli ultimi 20 anni, la domanda di cibo è aumentata 15 volte più velocemente della superficie disponibile di terre coltivabili”.

“L’agricoltura rappresenta le fondamenta su cui poggia ogni speranza di sfamare il mondo oggi e nel futuro. Non dimentichiamo  - ha sottolineato Guidi - che nel 2040 per soddisfare la richiesta di cibo sarà necessario il 70% di produzione agricola in più, ma l’attuale riforma della Politica agricola comune non ne tiene conto. Dobbiamo comprendere che produrre non è un tabù, come ci vuol far credere Bruxelles”.  

“Occorre costruire un quadro normativo favorevole alle imprese, affinché ritorni l'entusiasmo per il lavoro in agricoltura – ha concluso il presidente Guidi -. Gli agricoltori hanno bisogno di certezze e di stabilità per poter programmare le produzioni, investire e competere. Quindi servono scelte precise a livello comunitario, ma anche nazionale, per orientare di più i produttori al mercato, e per creare un argine alla volatilità dei prezzi mondiali”.

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