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21/07/2010 
Stabilizzare la fiscalizzazione degli oneri sociali il sostegno delle aree svantaggiate e di montagna strategico per la sopravvivenza delle imprese agricole
 

“Il settore agricolo - avverte Confagricoltura - non deve essere posto ai margini della manovra economica né tantomeno penalizzato. Agli imprenditori non si possono chiedere ulteriori sacrifici. Occorre piuttosto garantire le risorse necessarie per metterli al  riparo da nuove fiammate dei costi di produzione, che negli ultimi anni hanno penalizzato i bilanci delle imprese”.

La linea sollecitata da Confagricoltura a Governo e Parlamento coniuga rigore ed equità. “E’ fondamentale – afferma il presidente dell’organizzazione, Federico Vecchioni - intervenire in maniera decisa sulla spesa improduttiva, mantenendo contemporaneamente quegli incentivi alle imprese che sono la premessa necessaria per uscire dalla crisi in condizioni ancora vitali: riduzione del costo del lavoro, mantenimento delle agevolazioni per il gasolio per le produzioni in serra e conferme delle risorse per il fondo bieticolo”.

Confagricoltura chiede inoltre di stabilizzare la fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese che operano nelle zone svantaggiate e di montagna, provvedimento in scadenza proprio alla fine di luglio. Senza questa necessaria agevolazione, i costi per le imprese schizzerebbero a 210 milioni di euro annui, compromettendo fortemente l’occupazione. La fiscalizzazione può garantire una riduzione dei costi per le aziende delle aree svantaggiate che rappresentano il 51% del totale. In queste zone, in assenza di benefici, il costo previdenziale del lavoro andrebbe a raddoppiarsi. “Certo – sottolinea l’Organizzazione agricola - la fiscalizzazione degli oneri sociali non rappresenta la soluzione definitiva dei problemi, ma risulta strategica ed ineludibile per tutti quegli agricoltori che operano in zone disagiate e marginali. Territori dove l’agricoltura ha anche una funzione sociale, oltre che economica, di presidio e tutela del territorio”.

Le agevolazioni contributive (-75% per la montagna e -68% per le aree svantaggiate) terminano col prossimo 31 luglio. Se questa misura serve, come ha sempre sostenuto Confagricoltura, occorre stabilizzarla in via permanente, abbandonando il sistema delle proroghe reiterate ad ogni manovra economica. Non si tratta di concessioni cadute dall’alto, ma di provvedimenti vitali per le imprese agricole. 

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