"Nonostante l'ultima rivisitazione in manovra dell'articolo 45, il provvedimento sui certificati verdi rimane privo di una logica sistemica, genera incertezza ed apre a destabilizzazioni del mercato dei certificati verdi". Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nella conferenza stampa di presentazione della mobilitazione nazionale contro la manovra di Governo prevista domani, 22 luglio, a Cremona e il 26 luglio a Napoli.
Secondo Confagricoltura l'emendamento all'art.45 - che prevede la possibilità per il GSE di continuare a riacquistare certificati verdi in eccesso ma con una spesa ridotta del 30% - genera soltanto un "sospiro di sollievo" nel breve periodo mentre rimane forte la preoccupazione per il futuro.
In questo scenario Confagricoltura esprime la propria preoccupazione per una misura che causa sfiducia sui nuovi investimenti e rischia di provocare problemi economici agli impianti già in produzione, in particolare per quelli a biomasse e biogas già in esercizio alla data del 31 dicembre 2007. Inoltre l'articolo in questione va contro il sistema legislativo sulle rinnovabili e gli obiettivi per l'Italia di utilizzare entro il 2020 almeno il 17% delle energie rinnovabili. Tale decisione viene presa peraltro nel momento in cui l'Italia sta presentando a Bruxelles il piano di azione nazionale sulle rinnovabili, dove sono indicati strumenti e misure per raggiungere il suddetto obiettivo.
"Ancora una volta - ha aggiunto il presidente Vecchioni - nel settore delle rinnovabili si agisce in modo incoerente: con la mano destra il Parlamento approva la legge comunitaria 2009 delegando il Governo a recepire entro fine anno la Direttiva Comunitaria 2009/28/CE sulle rinnovabili (che prevede l'adeguamento ed il potenziamento del sistema di incentivazione), ma con la mano sinistra mette in crisi uno strumento indispensabile per lo sviluppo delle agroenergie, per la tutela dell'ambiente e la crescita dell'occupazione".
Secondo Confagricoltura sarebbe più corretto rinviare la modifica del sistema di ritiro dei certificati verdi al recepimento della direttiva 2009/28/CE, assicurando al contempo la congruità della remunerazione dei certificati verdi. Inoltre, fino al raggiungimento degli obiettivi europei, occorre individuare tutte quelle soluzioni che permettono di equilibrare la domanda e l'offerta di certificati verdi.