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15/06/2010 
Manovra, Confagricoltura: “garantire alle imprese agricole risorse adeguate agli aumenti dei costi di produzione”
 

“La fondamentale esigenza di coniugare rigore ed equità nell’attuazione della manovra finanziaria è tanto più forte in agricoltura, per rendere possibile il rilancio di un settore che vede i suoi indicatori più importanti in termini di reddito, prezzi e valore aggiunto ai minimi storici”. Lo ha sottolineato Confagricoltura nel documento consegnato oggi alla Presidenza della Commissione Agricoltura del Senato.

“Agli agricoltori occorre garantire le risorse necessarie a metterli al riparo da nuove fiammate dei costi di produzione, che tanto hanno pesato negli ultimi anni sui bilanci delle imprese agricole”, prosegue Confagricoltura, indicando come imprescindibili priorità: la stabilizzazione delle agevolazioni previdenziali in scadenza a luglio (81 milioni per il 2010 e 210 milioni per il 2011); il ripristino di un trattamento agevolativo per il gasolio sotto serra; il via libera ai fondi da erogare alla bieticoltura (21 milioni sarebbero già disponibili sul conto apposito di Agea ma non sono ancora stati liquidati; ne rimarrebbero comunque altri 65 milioni da appostare in bilancio).

Riguardo la riduzione degli enti e della relativa spesa di funzionamento, Confagricoltura concorda con l’esigenza di contenimento dei costi, ma sottolinea: “Riguardo a questo capitolo la manovra pare impostata su una riduzione ‘orizzontale’ delle risorse, mentre dovrebbe invece portare a tagli più mirati, sia nelle funzioni degli enti che si ritiene necessario sopprimere, sia nelle relative spese per il loro funzionamento minimo”.

“In questo caso – prosegue Confagricoltura – una rigorosa valutazione tesa a cancellare enti inutili non può prescindere dall’esigenza di garantire la presenza delle rappresentanze di interessi presso importanti sedi istituzionali”.

Per quanto riguarda infine la questione dell’abolizione del ritiro dei certificati verdi in eccesso Confagricoltura chiede che questa misura sia stralciata in quanto mette a rischio, pregiudicando la certezza delle entrate e la programmazione degli investimenti, gli impianti che forniscono energia elettrica da fonti rinnovabili che godevano di tale previsione. “Si tratta – precisa l’Organizzazione agricola - sia degli impianti la cui attività è iniziata prima del 2008, sia di quelli con capacità superiore ad un megawatt e tutti quelli che, a partire da tale data, hanno optato per il sistema dei certificati verdi in luogo della tariffa omnicomprensiva”.

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