La decisione di assoggettare le attività zootecniche all’autorizzazione per le emissioni atmosferiche desta notevoli preoccupazioni e perplessità in Confagricoltura.
Lo schema di decreto legislativo che modifica il Testo Unico ambientale - su cui si è svolta oggi un’audizione in Commissione Ambiente della Camera - coinvolge più di 60.000 aziende zootecniche che in precedenza non erano assoggettate ad alcun obbligo in materia, comportando ulteriori costi e incombenze amministrative in un momento di forte crisi economica, che al contrario richiederebbe scelte coraggiose sul piano della semplificazione.
Nel corso dell’audizione Confagricoltura ha rimarcato che a livello europeo, ad eccezione della normativa sull’autorizzazione integrata ambientale, che riguarda esclusivamente gli allevamenti più grandi avicoli e suinicoli, non sono previsti obblighi sulle emissioni per le altre imprese zootecniche.
L’inserimento di tali aziende all’interno del sistema di autorizzazioni rischia di divenire esclusivamente un adempimento formale, burocratico e costoso. Dal punto di vista ambientale, infatti – ha spiegato Confagricoltura - c'è il rischio di non ottenere effetti significativi, in quanto gli allevamenti sono caratterizzati soprattutto da emissioni diffuse, la cui riduzione può essere ottenuta soprattutto attraverso una serie di azioni preventive. Azioni che sono state implementate con successo negli ultimi anni dal settore agricolo e zootecnico.
A partire dal 1990 - ha ricordato L’Organizzazione degli imprenditori agricoli - l’agricoltura ha diminuito considerevolmente le proprie emissioni (8,3%). Oggi la zootecnica, comparto che ha contributo maggiormente a questo risultato, incide solo per il 3,5% sul totale delle emissioni. La previsione di ulteriori adempimenti tecnici e strutturali collegati all’autorizzazione alle emissioni rischia solo di compromettere la produttività del settore.
Per tali motivi Confagricoltura chiede di evitare inutili inasprimenti procedurali per un settore che già applica molte normative ambientali in tema di criteri di condizionalità, buone pratiche agricole, prevenzione dall’inquinamento da nitrati, tutela delle acque.