“Dopo le elezioni amministrative di fine marzo si è aperta una fase politica nuova. Con il cambio di ministro per le Politiche agricole e il nuovo assetto delle amministrazioni regionali, infatti, si possono afferrare occasioni decisive per il rilancio del settore. Abbiamo molte partite aperte”. Lo ha detto il presidente nazionale Federico Vecchioni, intervenendo all’assemblea di Confagricoltura Verona.
“La nomina di Giancarlo Galan – ha proseguito Vecchioni parlando ad una platea di agricoltori di una importante provincia del Veneto - è stata accolta con soddisfazione da Confagricoltura. Al ministro abbiamo offerto un confronto leale in un clima costruttivo. Rimarchiamo la funzione della rappresentanza che agisce propositivamente, ma rispettando i ruoli, nei confronti della politica”.
Federico Vecchioni ha ricordato l’incontro dei giorni scorsi con il ministro, che ha scelto Confagricoltura per la sua prima uscita ufficiale, e come l’Organizzazione degli imprenditori agricoli sia impegnata a creare un clima coeso e costruttivo della filiera agroalimentare in tutte le sue componenti, compreso il mondo del lavoro. “L’obiettivo – ha detto - è la redditività delle imprese agricole, che porta benefici e ricchezza non solo agli imprenditori ma a tutta la filiera, anche ai lavoratori ed al sistema Paese”.
Nell’incontro con il ministro sono state sottolineate una serie di urgenze: quella delle quote latte (per non favorire la concorrenza sleale verso i produttori onesti e sterilizzare i tentativi di alcuni di dare credito e opportunità ai disonesti); di rilancio del sistema allevatoriale superando il monopolio dell’Aia; di attenzione alle tematiche del biotech facendo parlare la ricerca, la sperimentazione, la scienza e non l’ oscurantismo ideologico.
In primo piano anche le disfunzioni di Agea (a livello nazionale e territoriale) che non permette i pagamenti dei sostegni europei ai produttori agricoli in modo tempestivo ed omogeneo. Proprio per questo i Centri di assistenza agricola che fanno capo a Confagricoltura non hanno firmato la convenzione con Agea, attendendo chiarimenti ed una necessaria inversione di rotta dell’ente pagatore.
Federico Vecchioni ha quindi sottolineato la necessità di valorizzare il made in Italy sui mercati esteri, con interventi di sostegno e promozione per arginare il deleterio fenomeno di prodotti che portano nomi di marchi che suonano italiani (italian sounding), ma che italiani di origine non sono affatto.
“Non chiediamo modelli precostituiti, dogmi, aiuti - ha ribadito il presidente di Confagricoltura -. Vogliamo semplicemente che agli imprenditori vengano offerti gli strumenti per competere”.