In occasione della tavola rotonda promossa da Confagricoltura Bologna, “Un futuro fertile per l’agricoltura bolognese”, il presidente nazionale Federico Vecchioni ha consegnato al ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan un documento in cui si articola la prima parte del progetto politico-economico dell’Organizzazione per la competitività e la modernizzazione delle imprese (più sinteticamente indicato come “Futuro Fertile”). Un primo tassello della riorganizzazione, dedicato specificatamente al tema della semplificazione in tutte le sue sfaccettature.
Nel documento di Confagricoltura vengono indicate le proposte per giungere a norme più semplici e meno gravose sotto il profilo burocratico, che riguardano tutti gli ambiti operativi: la nascita dell’impresa; il lavoro e la sicurezza; l’ambiente e le energie da fonti rinnovabili; la salubrità degli alimenti; l’accesso ai sostegni comunitari; il fisco.
“Tanti parlano di agricoltura, pochi degli agricoltori e del loro reddito, precipitato ai minimi dal dopoguerra. Il ministro Galan ha inaugurato un nuovo linguaggio in cui le imprese agricole sono parte integrante e con pari dignità delle altre nell’economia del Paese”, ha detto il presidente Vecchioni consegnando al titolare delle Politiche agricole il dossier dedicato alla semplificazione amministrativa.
“Il ministro Galan potrà contare in modo sostanziale su Confagricoltura - ha proseguito Vecchioni - perché vediamo in lui una grande opportunità di ascolto attento e continuo, anche nel momento in cui le nostre idee potessero divergere”.
“Ridurre e semplificare gli adempimenti burocratici in agricoltura è un fatto basilare - ha risposto il ministro accogliendo le tesi del documento di Confagricoltura - così come occorrerà anche abolire tutti quegli enti e sottoenti che servono solo a complicare l’esistenza degli agricoltori e a sottrarre risorse al settore. Ovunque sia possibile bisognerà ricorrere all’autocertificazione”. Il ministro ha poi ampliato l’orizzonte del suo intervento promettendo di reperire i 65 milioni di euro destinati ai bieticoltori e di stabilizzare le agevolazioni fiscali per le aree svantaggiate e quelle per il gasolio destinato alle colture in serra.
Massima attenzione anche alla crisi del tabacco e alla partita sulle fonti rinnovabili.