“Mi piace il tema dell’assemblea degli agricoltori rodigini: “Agricoltura in un mondo che cambia”. Il settore primario si adegua ai nuovi bisogni, alle rinnovate esigenze, alle prospettive di sviluppo, alla competitività di un mercato globalizzato”. Lo ha detto il presidente nazionale, Federico Vecchioni, che ha chiuso i lavori dell’assemblea della Confagricoltura di Rovigo al Teatro Al Duomo.
“Arrivo a Rovigo da Verona, dove alla Fieragricola Confagricoltura ha focalizzato l’attenzione sul nuovo che avanza come “l’agricoltura verticale”. Il settore ‘primario’ sempre più deve essere al centro delle politiche di sviluppo del Paese – ha detto Federico Vecchioni -. Ci sono state epoche in cui in nome del mito dell’industrializzazione si è favorito l’esodo delle campagne; oggi si avverte l’esigenza inversa: l’agricoltura è un’opportunità concreta per riqualificare le periferie e gli spazi urbani dismessi dall’industria”.
“Quanto sta avvenendo a Detroit (che da polo industriale statunitense si sta trasformando in “città dell’agricoltura”) deve far riflettere. Guardiamo con interesse a progetti come quello dell’Enea di “Skyland”, la vertical farm ‘made in Italy’, come l’arte, la moda e la buona cucina che azzera la distanza fra il luogo di produzione e quello dove si consuma, e che verrà presentata a ‘Expo 2015’. L’agricoltura è il futuro del Paese”.
Il presidente della Confagricoltura si è quindi soffermato su un tema di attualità, gli Ogm, dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha stabilito che entro 90 giorni devono essere rilasciate le autorizzazioni per le semine.
“Ho sentito molti commenti in questi giorni che non mi piacciono, che mi sembrano orientati a stravolgere normative comunitarie e decisioni della magistratura amministrativa - ha detto Vecchioni -. Mi sono limitato a ricordare che sono a favore della coesistenza e della libertà di scelta delle imprese e dei consumatori, stabilita dal legislatore europeo. Qualcuno ha risposto che la libertà può essere sopraffatta; non voglio credere che viviamo in un Paese in cui il diritto non è certezza e la libertà non è libertà”.