Il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni condivide le considerazioni di Futuragra sugli Ogm - ricordate oggi in una sua conferenza stampa a Milano - ed in particolare la necessità di portare il dibattito sul biotech sul piano scientifico e non dei pregiudizi.
“Siamo per la libertà d’impresa che è anche libertà di scelta – ha detto Vecchioni -. Ci sono leggi e regolamenti comunitari a disciplinare la materia che non possono essere disattesi per mero ostruzionismo senza fondamento scientifico”.
Il Consiglio di Stato, con la decisione n. 183 del 19 gennaio 2010, ha stabilito - ha ricordato il presidente di Confagricoltura - che il ministero delle Politiche agricole è tenuto a rilasciare l'autorizzazione alla semina di varietà iscritte al catalogo comune e ha fissato un termine di 90 giorni per il rilascio dell'autorizzazione. “La decisione è inequivocabile: seminare Ogm è un diritto degli agricoltori e le linee guida sulla coesistenza non devono essere un ostacolo all'innovazione. Va quindi sbloccato l’impasse che ha caratterizzato la vicenda nel nostro Paese”.
“Il paradosso italiano - commenta il presidente di Confagricoltura - è che, mentre si importano e si utilizzano notevoli quantità di derivati di mais e soia transgenici, ai nostri produttori si impedisce da anni di accedere a tali innovazioni. Con un ostracismo ideologico che richiama quel ‘no al nucleare’ che tanto è costato negli ultimi anni al sistema Paese. Intanto il contatore delle perdite dei maiscoltori continua a girare e anche la ricerca scientifica italiana rimane al palo”.