Confagricoltura Puglia lancia l’allarme sullo stato dell’agricoltura regionale. I consigli direttivi di tutte le sedi provinciali dell’organizzazione segnalano i gravissimi danni gia’ arrecati dalla perdurante siccita’ e dall’andamento dei mercati assolutamente negativo per quasi tutte le produzioni.
La carenza di acqua sta compromettendo soprattutto le colture tardive, incidendo non solo sulle quantita’ prodotte ma anche sulle rese. si temono inoltre conseguenze sulle colture poliennali (uliveti e frutteti), che rischiano di vedere intaccati i raccolti per le prossime annate agrarie.
Sul fronte dei prezzi, confagricoltura puglia e’ fortemente preoccupata per lo stato di stagnazione complessiva dell’economia agricola regionale, in conseguenza delle criticita’ del quadro economico piu’ generale, della perdita del potere di acquisto delle famiglie e delle conseguenze di una globalizzazione senza regole.
Per vari prodotti i prezzi sono in costante e forte caduta, in alcuni casi non coprono neppure i costi di produzione.
Non c’e’ mercato e la situazione e’ ulteriormente aggravata dalla pesantezza dei costi dei mezzi di produzione (concimi, mangimi, sementi, gasolio, energia) che tra gennaio e giugno 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, hanno registrato un rialzo di circa il 9% per le coltivazioni e di quasi il 14% per gli allevamenti.
L’economia agricola pugliese è al collasso. si rischia di passare da una crisi congiunturale ad una strutturale, con irrimediabili conseguenze anche sul piano occupazionale.
E' urgente che le imprese del settore siano messe nelle condizioni di recuperare la migliore operativita’ per essere competitive.
L’organizzazione degli imprenditori agricoli della Puglia chiede alla Regione di attivare tutti gli strumenti legislativi previsti e di adottare nuove misure per fronteggiare l’emergenza, coinvolgendo in questo senso anche il governo nazionale.
Situazioni straordinarie, come quelle in corso, devono essere affrontate con soluzioni straordinarie intervenendo in primo luogo sul sistema dei costi di produzione, compreso quello della previdenza agricola per la quale rimane irrisolta la questione delle agevolazioni contributive che termineranno a fine anno e per le quali e’ stato sollecitato il governo a prevederne la prosecuzione.