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11/09/2009 
Confagricoltura: Parma festeggia il prosciutto ma diminuiscono i consumi di dop e crescono quelli del “low cost” prodotto con cosce di importazione e di scarsa qualità
Fuga dalle Dop per i prosciutti. Lo sottolinea Confagricoltura commentando i dati dei primi sette mesi del 2009, che evidenziano variazioni negative del 6,4% per il distretto di Parma e dell’11,1% per quello del San Daniele rispetto all’analogo periodo 2008. Allo stesso tempo si registra un consistente incremento delle lavorazioni verso tipologie produttive non Dop e quindi di valore economico inferiore (+12,7% nei primi sette mesi del 2009 e +47,3% per il solo mese di luglio), che utilizzano un’elevata percentuale di cosce d’importazione. 

“Anche se le quotazioni del suino italiano delle varie borse merci e della Commissione Unica Nazionale nelle ultime settimane sono risalite - dice l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - quelle su base annuale non assicurano un livello minimo accettabile di redditività. E sono ancora troppe le difficoltà e le resistenze che e si frappongono alla volontà agricola di partecipare in modo incisivo alle scelte strategiche ed alla governance delle strutture di tutela e valorizzazione dei prodotti a Denominazione d’origine Protetta”.

L’analisi di Confagricoltura giunge mentre è in pieno svolgimento il "Festival del prosciutto di Parma" (che durerà fino al 20 settembre), kermesse che ha acceso i riflettori su una delle eccellenze del made in Italy alimentare. Ed è contestuale alle rilevazioni locali che hanno rimarcato eccellenti risultati per le aziende di trasformazione del distretto parmense nel 2008 (anche se, dai dati del Consorzio di Parma evidenziano una contrazione dell’export, nel 2008 rispetto al 2007, del 2,8%, soprattutto in Francia e Usa).

“C’è da augurarsi - commenta Confagricoltura - che la manifestazione stimoli i consumi del prosciutto marchiato e, di conseguenza, faccia risalire le quotazioni dei suini italiani destinati alle trasformazioni di qualità”.

 

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