Il presidente nazionale Federico Vecchioni, intervenendo a San Martino in Campo all’Assemblea della Confagricoltura di Perugia, ha rimarcato il ruolo “centrale” dell’agricoltura nel contesto nazionale e regionale: “Non a caso l’Umbria è definita – ha detto - il cuore verde del Paese e quel verde lo si deve soprattutto all’impegno degli agricoltori”.
“Oggi – ha detto Federico Vecchioni - finalmente l’agricoltura è nuovamente al centro del dibattito economico mondiale; anche se purtroppo è stata necessaria una crisi planetaria per tornare a discuterne”.
“Ci si dimentica che per anni c’è stato quel fenomeno particolare che gli economisti definiscono del “tapis roulant” dell’agricoltura. Con la rivoluzione verde, e poi con l’aumento continuo delle rese e delle produzioni, gli agricoltori hanno prodotto sempre di più andando incontro alla maggiore domanda di una popolazione mondiale in crescita e garantendo l’approvvigionamento di derrate a prezzi sempre minori”.
Ad avviso del presidente di Confagricoltura, proprio come un atleta che si affanna appunto sul “tapis roulant”, però, gli agricoltori hanno corso sempre di più ma sono rimasti nello stesso punto. “Il loro reddito, infatti, non solo non è aumentato ma è diminuito, perché i prezzi sono calati (man mano che c’era eccedenza di offerta rispetto alla domanda), e i costi sono lievitati”.
Venendo alle tematiche internazionali Vecchioni ha parlato della produzione di tabacco che ancora interessa molto l’Umbria. La Confagricoltura – ha ricordato il suo presidente - ha chiesto il mantenimento dell’aiuto specifico accoppiato per il tabacco, prorogando il regime vigente fino alla campagna 2012, alle medesime condizioni attuali. Questa proroga dovrebbe includere, parallelamente, il rinvio del trasferimento del 50% delle risorse del settore dal primo al secondo pilastro.
Questo periodo di adattamento consentirà di proteggere i livelli occupazionali di questo settore e di migliorare allo stesso tempo il carattere durevole e la competitività delle economie di specifiche aree rurali - spesso in posizione svantaggiata - garantendo anche la piena neutralità per il bilancio dell’Unione Europea.