“Lo stanziamento destinato al fondo di solidarietà nazionale, alle agevolazioni contributive al 31 luglio per le aree montane e svantaggiate e alle risorse nelle disponibilità del Mipaaf, cosi come l’accesso del settore alle misure dello scudo fiscale, previsti nel maxi-emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, costituiscono un’apertura di credito all’agricoltura”. Così Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, ha commentato a Milano, durante una tavola rotonda organizzata da “Il Sole 24 Ore business media”, il più recente passaggio della Finanziaria indirizzato al settore agricolo.
“Dopo aver espresso apprezzamento al governo, al relatore Massimo Corsaro, al presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo, e a tutti coloro che hanno profuso impegno per l’accoglimento delle richieste di Confagricoltura, sostenute con la mobilitazione e la azioni di sensibilizzazione sul territorio, Vecchioni ha proseguito: “Quello lanciato sul Fondo di solidarietà nazionale, il sistema di assicurazione agevolata che fa risparmiare allo Stato ingenti risorse per il ristoro dei danni provocati dalle calamità naturali, è il segnale di un’importante inversione di tendenza, al quale però dovranno seguire altri impegni da parte del governo. Ci auguriamo che la disposizione venga confermata integralmente nell’iter parlamentare e martedì 15 dicembre vigileremo, con il nostro secondo sit-in davanti a Montecitorio, perché quanto previsto nel maxiemendamento trovi un seguito alla Camera”.
Il presidente di Confagricoltura ha poi ricordato che rimangono ancora aperti i capitoli delle agevolazioni per il gasolio agricolo e la proroga di quelle per la proprietà coltivatrice, degli stanziamenti per gli sgravi contributivi sino a fine 2010 nelle aree montane e svantaggiate, oltre a quelli per il piano irriguo nazionale e alle risorse per il fondo latte e bietole.
Ma c’è un altro problema molto grave su cui concentrare l’attenzione: “L’anno prossimo – ha avvertito Vecchioni - l’agricoltura italiana perderà 800 milioni di euro se non si darà applicazione concreta ai piani di sviluppo rurale finanziati dall’Unione europea. Bruxelles non ci farà sconti e bisogna evitare a tutti i costi, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, di dover restituire all’Europa fondi che sono vitali alla sopravvivenza delle nostre imprese agricole. Ancora una volta la burocrazia ci affossa. E’ fondamentale che le amministrazioni regionali attivino misure straordinarie per garantire risorse per interventi speciali in tempi certi e snelliscano le procedure interne, mettendo a punto modelli più agili per la costruzione delle graduatorie. Inoltre la conferenza Stato-Regioni deve individuare, nelle sue competenze, misure che abbiano carattere nazionale.”
“Dobbiamo essere virtuosi nella realizzazione dei programmi approvati dalla Ue almeno come gli altri partner comunitari – ha concluso il presidente di Confagricoltura – ma gli ultimi dati nazionali sui Psr non sono certo lusinghieri, la percentuale di avanzamento della spesa è dell’8,8% contro il 14,8% della media europea”.