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17/12/2009 
Siciliani (Confagricoltura): lettera-aperta al presidente della Regione Calabria Agazio Loiero. L’agricoltura calabrese va rilanciata

Carlo Siciliani, componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura, ha inviato recentemente una lettera-aperta al presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, in cui lamenta malfunzionamenti e lentezze burocratiche che mettono a rischio i fondi per i  piani di sviluppo rurali. Fa anche il punto sulle difficoltà delle imprese agricole, nell’accesso al credito e nel far quadrare i conti. Di seguito  il testo della lettera.

Caro Agazio,

faccio seguito al nostro incontro del 25 agosto scorso ponendo alla Tua attenzione alcune riflessioni su argomenti che ritengo decisivi per il settore agricolo calabrese.

Uno degli elementi di freno allo sviluppo della società e delle imprese agricole in Calabria è rappresentato dalla “burocrazia”. Mi rendo conto quanto sia difficile intervenire strutturalmente in questa fase della legislatura, tuttavia alcune iniziative, anche in funzione prospettica, potrebbero essere intraprese.

Innanzitutto, alla luce dei malfunzionamenti e delle lamentele che si registrano sul territorio, sarebbe quanto mai utile ripristinare le condizioni strutturali e di funzionalità istituzionale preesistenti, con una divisione puntuale degli ambiti di responsabilità fra Regione e Provincie, e fra Dirigenti e Funzionari, tornando a competenze  provinciali autorevoli, che risolvano i problemi e gestiscano le risorse umane. Se ben ricordi il “vecchio sistema” dei Compartimenti agrari provinciali e successivamente degli Ispettorati provinciali (es. Giummo a CZ, Librandi a CS, ecc) soddisfacevano in pieno  le aspettative  degli agricoltori piccoli, medi e grandi.

La lentezza con cui sono state gestite le procedure connesse all’attuazione del PSR sta pregiudicando gli effetti attesi, ma anche le capacità di spesa della Regione. Ai disagi per gli utenti si aggiunge anche il rischio di non utilizzare le risorse disponibili. I bandi sono  scaduti ma le procedure sono in ritardo. Non si possono erogare alle aziende i finanziamenti per investimenti dopo quattro anni dalla domanda; per stare al passo, occorre più che dimezzare i tempi. I forti ritardi, che Ti ho già segnalato, nel pagamento delle pratiche del  biologico e dell’indennità compensativa vanno recuperati. Soprattutto  in questo segmento di attività occorre dare certezze agli utenti con tempistiche certe; una task-force finalizzata al recupero dei tempi sulle pratiche arretrate potrebbe dare risultati rassicuranti.

Le difficoltà a reperire credito e l’elevato costo del denaro sono delle costanti per le imprese calabresi. Come sai lo scorso agosto è stato sottoscritto fra le Associazioni imprenditoriali (Confagricoltura, Confindustria, ecc. ), l’ABI ed il Ministro Tremonti un Avviso Comune che  individua nella moratoria dei debiti finanziari lo strumento utile ad alleviare le difficoltà delle imprese; poichè gli Istituti operanti in Calabria, ancorché firmatari dell’accordo, non ne danno attuazione, ti chiedo di vigilare affinché le imprese calabresi possano usufruire delle agevolazioni.

Un altro capitolo importante è rappresentato dalla politica agricola regionale. Gli assi portanti dell’agricoltura calabrese sono pochi e per alcuni di essi si pone l’esigenza di una programmazione integrata capace di lasciare segni duraturi sul territorio. Le risorse dovrebbero essere ricercate nelle pieghe del PSR o fare parte di un pacchetto finanziario da contrattare con il Governo, come hanno già fatto altre Regioni.

Per gli agrumi si impone il radicale ripensamento di una parte cospicua degli assetti  strutturali. Il piano di interventi dovrebbe prevedere il riammodernamento degli impianti e la ricostruzione di un sistema di relazioni commerciali moderno e efficace. Organizzazioni di Prodotto “nuove”, qualità delle produzioni, internazionalizzazione, dovrebbero essere le caratteristiche distintive del programma.

Per l’olivicoltura è altrettanto evidente l’esigenza di una importante riorganizzazione del settore, soprattutto nella parte finale della filiera. Partendo dal presupposto che l’obiettivo principale è rappresentato dalla realizzazione di strutture capaci di valorizzare il prodotto, i capisaldi dovrebbero essere: qualità della materia prima, qualità del trasformato, strutture di valorizzazione. Gli interventi dovrebbero incentivare, ove possibile, innovazioni di processo e di prodotto e la creazione di strutture di eccellenza per la commercializzazione e l’internazionalizzazione. 

Resto comunque a Tua disposizione per ogni eventuale chiarimento a riguardo e sin da ora Ti assicuro la disponibilità degli uffici di Confagricoltura.

Carlo Siciliani

 

 

 

 

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