Si è conclusa con un buffet a base di polenta ogm l’assemblea annuale dell’Unione Provinciale Agricoltori di Brescia. Un’assemblea che ha attribuito al Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e al direttore di Agrisole, Alessandro Mastrantonio, il tradizionale riconoscimento di ‘galantuomini dell’agricoltura’, e che ha visto come tradizione la sala della Camera di Commercio gremita di imprenditori agricoli della provincia, a conferma di come, al di là delle innegabili difficoltà del momento, la voglia di intraprendere e di continuare a credere nel futuro del settore non si lasci condizionare dalle difficoltà. In sala i vertici delle categorie produttive bresciane, i presidenti di altre Unioni provinciali agricoltori, dal vicepresidente nazionale Mario Vigo al presidente di Mantova, Segio Cattelan, e molti rappresentanti delle amministratori locali, dal sindaco di Brescia al presidente della Provincia.
“Abbiamo archiviato un 2009 che è stato l’anno, in assoluto, peggiore degli ultimi cinquanta”, ha detto in apertura il presidente dell’Unione e di Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni, fotografando un’economia agricola segnata da “costi già, ma prezzi ancora più giù” anche in una provincia industriale il cui agroalimentare rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello fra le attività produttive.
Gli agricoltori bresciani chiedono innanzitutto che l’agricoltura riacquisti il ruolo che le spetta di diritto e che il Governo vari una politica agricola “caratterizzata da scelte coerenti e forti, che pongano al centro delle strategie economiche il ruolo del sistema agro-alimentare per la crescita, lo sviluppo e la competitività del Paese”.
“E’ importante che venga riconosciuto il ruolo primario dell’agricoltura; tutto il resto è collaterale”, ha detti nel suo articolato intervento il direttore generale di Confagricoltura, Vito Bianco. E ha ribadito come la crisi sia strutturale: “lo dimostra anche la lenta capacità di adattamento del settore al nuovo trend. Non illudiamoci: la ripresa ci sarà. Ma nulla ritornerà come prima”.
Quanto agli Ogm, Bettoni e Bianco hanno fatto più volte riferimento al perdurare in Italia di un “oscurantismo di tipo medievale”. No ai pregiudizi, sì alla sperimentazione e alla ricerca, come recitava anche il titolo di un fortunato recente convegno dell’Unione. “Bisogna fidarsi della scienza –ha commentato Bianco e non è lecito al mondo politico minacciare ricorsi referendari improponibili: quando una classe dirigente delega al popolo decisioni su scelte strategiche, significa che non è in grado di governare”.