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27/06/2008 
Articolo di Federico Vecchioni per "Il Sole 24 Ore": Governo inizio promettente; attendiamo fiduciosi ma vigili il prosieguo della legislatura
 Il Sole 24 Ore -  27 giugno 2008

Caro Direttore,
la Confagricoltura ha tenuto ieri la sua assemblea annuale, proprio mentre il Governo. Nei confronti di questo Esecutivo gli imprenditori della filiera agroalimentare, com`è loro costume, hanno assunto un atteggiamento pragmatico di "consenso vigile".
Le attese, è inutile nasconderlo, sono tante. La prima, e più sentita, è vedere finalmente all`opera un governo non più vittima - come purtroppo è sempre stato negli anni della Seconda Repubblica - di estenuanti mediazioni politiche, ma al contrario capace di decidere, con rapidità e metodo.
Non meno importante è il coraggio di guardare in faccia la realtà, dicendo al Paese che vive un declino che dura da troppo tempo e che se all`orizzonte c`è la crescita zero dipende dalle mancate riforme strutturali di cui tanto abbiamo parlato e poco abbiamo fatto, non da una congiuntura internazionale cui farebbe comodo dare tutte le colpe. No, il Pil italiano viaggia da ormai 15 anni a un tasso di crescita di circa un punto all`anno in meno della media di Eurolandia e 2,3 punti in meno degli Stati Uniti. E questo perché siamo vittime di un circolo vizioso che penalizza la produttività e la competitività del sistema Italia.
Dunque, se questo è il contesto in cui ci muoviamo, l’attesa è per provvedimenti che vadano nella direzione di un riavvio del volano economico, agendo sia sul lato della domanda - i consumi sono in calo e occorre ridare potere d`acquisto alle famiglie, pur senza compromettere gli equilibri aziendali - sia sul fronte dell`offerta, predisponendo le condizioni per rilanciare in modo massiccio gli investimenti pubblici e privati.

D`altra parte, per evitare che le decisioni politiche scadano in un propagandistico quanto sterile decisionismo, devono essere calate nella realtà dei vari settori, e il "fare" deve divenire "come fare".
Per questo abbiamo salutato con soddisfazione le misure che il nuovo Governo ha varato in materia di straordinari e premi di risultato. In particolare, ci convincono le linee di azione del ministro Sacconi in materia di politiche del lavoro, basate sul rilancio della "filosofia Biagi".
Nello specifico, è giusta la scelta di allargare a tutte le attività agricole a carattere stagionale l`uso dei contratti occasionali di tipo accessorio con la relativa procedura semplificata per la retribuzione tramite voucher.
Mentre rimane da approvare l`abolizione degli indici di congruità della manodopera occupata e i progressi relativi al processo di semplificazione burocratica nella gestione dei rapporti di lavoro.
Più articolato è il giudizio sulla bozza di Finanziaria che il Consiglio dei ministri ha approvato nei giorni scorsi. Sul piano metodologico, abbiamo molto apprezzato la decisione di anticipare e rendere triennale la manovra, così come la scelta di aderire pienamente ai vincoli europei di bilancio. Quanto al merito, i molti provvedimenti di cui è composto il pacchetto suscitano in Confagricoltura diversi gradi di apprezzamento, ma le cose buone - dai piani energetici, nucleare in testa, all`abolizione del divieto di cumulo tra pensione e lavoro, fino alle misure finalizzate a recuperare produttività nella pubblica amministrazione - sicuramente prevalgono su quelle che meritano un giudizio meno lusinghiero.
In tutti i casi, è necessario che il Governo valuti l`opportunità di rafforzare il pacchetto con provvedimenti più decisamente rivolti allo sviluppo. In particolare, per il settore agricolo, ci attendiamo una politica finalizzata a sette decisivi obiettivi.

-  Fisco: consolidare il regime Irap per l`agricoltura, imposta sostitutiva per gli acquisti dei terreni da parte di imprenditori agricoli professionali, riduzione delle accise sul gasolio. - Previdenza: costi sopportabili e in linea con le esigenze di maggiore competitività. - Imprese: favorire l`aumento della dimensione. - Mercato: evitare squilibri attraverso un`efficace organizzazione delle produzioni, un rilancio della interprofessione e promuovendo rapporti privatistici tra i vari soggetti della filiera, in particolare con la grande distribuzione. - Energia: incentivi prontamente fruibili per lo sviluppo delle "rinnovabili". - Ricerca e innovazione: renderla funzionale alle esigenze delle imprese. - Burocrazia pubblica: meno costi più efficienza, risolvendo il dilemma tra federalismo incompiuto e maggiori costi di gestione.
Per questo attendiamo fiduciosi, ma vigili, il prosieguo della legislatura.

Federico Vecchioni

 

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