“Gli agricoltori chiedono che siano riconosciuti, apprezzati e rispettati i valori che rappresentano. Valori che li legano alla terra e all'ambiente in una visione dinamica e produttiva sempre compatibile con gli equilibri della natura”. Lo ha sottolineato il direttore generale di Confagricoltura Vito Bianco, intervenendo al convegno su ambiente ed alimentazione, presso l’Auditorium Ara Pacis di Roma, in occasione del Festival Internazionale dell’Ambiente.
Da un lato c’è l’esigenza di coniugare ambiente, sicurezza alimentare e qualità dei prodotti, dall’altro di allargare il rispetto delle regole e di operare per la difesa del reddito degli agricoltori: “Sono queste, ad avviso di Confagricoltura – ha detto il suo direttore generale - le sfide per l’agricoltura di oggi che si confronta con le nuove esigenze della società e dei consumatori ma che è anche alle prese con una crisi tangibile e con una concorrenza globale non certo ‘ad armi pari’.”
“Questo non vuol dire che gli imprenditori agricoli non vogliano dare ‘certezze’ in termini di qualità, sicurezza alimentare, rispetto dell’ambiente, tutela del benessere animali. Tutt’altro – ha spiegato Bianco -. Vogliono che i concorrenti sul mercato globale abbiano e rispettino le stesse ferree regole. Lo chiedono gli agricoltori ma anche i consumatori”.
“Anche se con gradualità tutti i Paesi – ha proseguito - devono rispettare le stesse regole. Altrimenti i pesanti sforzi richiesti alle economie europee, ad esempio, per il contenimento delle emissioni dei gas serra, avranno scarsi risultati per l’ambiente ma un sicuro freno allo sviluppo dei paesi occidentali”.
Contemporaneamente, ad avviso del direttore generale di Confagricoltura, “occorre creare le condizioni affinché l’impresa agricola possa cogliere le nuove opportunità imprenditoriali, collaterali alla tradizionale funzione produttiva, contribuendo con la propria attività anche a difendere l’ambiente; mi riferisco alla generazione distribuita, al sequestro di CO2, alla difesa del paesaggio e dei suoli agricoli, ecc.”.
“Infine va sottolineato – ha concluso Vito Bianco - che non si possono gravare solo gli agricoltori degli oneri e dei vincoli che devono assumersi così come del ruolo dell’attività agricola in termini di contenimento delle emissioni. Bisogna rientrare nella logica che tutto ciò che gli agricoltori attuano in tal senso, lo fanno per lo sviluppo sostenibile del Paese”.