Skip navigation links
News
Anno 2012
Anno 2011
Anno 2010
Anno 2009
Anno 2008
Anno 2007
Skip Navigation LinksConfagricoltura > News
25/02/2008 
Il vicepresidente Antonio Borsetto all'Assemblea di Confagricoltura Asti: "Il Sindacato del fare"

 L’Unione provinciale agricoltori è ufficialmente Confagricoltura Asti. La nuova denominazione è stata votata all’unanimità dall’assemblea riunita nella suggestiva cornice di Villa Basinetto in Valle San Pietro.

«Quando ero vice direttore, nel 1986 l’organizzazione contava 110 iscritti - ha detto il direttore Francesco Giaquinta - oggi, e lo dico con orgoglio, superiamo i 1470. Oggi abbiamo segnato un passaggio importante». Approvata la modifica dello Statuto e i documenti economici, l’assemblea è proseguita con il convegno su «Agricoltura tradizionale in crisi: quali nuove opportunità?»

Al tavolo dei relatori il vice presidente nazionale di Confagricoltura Antonio Borsetto, il presidente FederPiemonte Ezio Veggia, il presidente di Confagricoltura Asti Massimo Forno, Sergio Piccinini, responsabile settore ambiente Crpa di Reggio Emilia, Piero Gattoni segretario generale di Agroenergia, l’assessore provinciale Fulvio Brusa.

Al presidente Massimo Forno il compito di illustrare la situazione del settore agricolo, con uno sguardo al futuro: «In questi anni abbiamo ottenuto risultati ma c’è ancora molto da fare - ha detto Forno - dalla sostenibilità economica al sistema di sburocratizzazione del settore. In vista delle elezioni, sollecitiamo fin da ora le forze politiche ed il nuovo Governo ad impegnarsi per la competitività e l’innovazione». Forno ha sottolineato come «l’applicazione di strategie di innovazione, sia a livello di impresa agricola che della filiera tutta, sia fondamentale in relazione alle sfide della competitività che ci pongono l’apertura dei mercati e le profonde trasformazioni dela società e del quadro normativo, a partire dalla politica agricola comune». Proprio nel quadro dell’innovazione e delle sfide future si inserisce l’attenzione data da Confagricoltura alle bioenergie: «Il contributo delle imprese agricole italiane diventa importante perché si parla di produzione energetica a copertura dei fabbisogni aziendali, ma soprattutto di energia come fonte alternativa di reddito». Per questo Confagricoltura Asti ritiene opportuna l’adozione di politiche capaci di assicurare idonei equilibri tra coltivazioni alimentari ed energetiche, di salvaguardare l’ambiente, dando comunque agli agricoltori la possibilità di avere nuovi sbocchi commerciali». «E’ un’importante opportunità per il mondo agricolo - ha ribadito Veggia - e Confagricoltura è all’avanguardia in questo settore». A Piero Gattoni e Sergio Piccinini, il compito di entrare nel merito delle bioenergie. Hanno illustrato agli oltre 250 associati presenti, situazione e futuro delle bioenergie, anche a confronto con altri Paesi europei. «In Europa il Paese leader per il biogas è la Germania - ha sottolineato Piccinini - con 3500 impianti operativi, 450 imprese con circa 7 mila dipendenti. In Italia si contano 154 impianti, di cui 39 in costruzione o autorizzati. Quasi tutti sono al Nord, soprattutto in Lombardia, Emilia, Veneto. In Piemonte abbiamo 6 impianti, 3 in costruzione». I relatori hanno sottolineato come l’agricoltura «possa essere principale attore per la crescita del settore biogas»: «Con il biogas non si scalda solo una serra - ha concluso Piccinini - si scaldano le città e il Paese».

Le bioenergie sono un tema importante anche per il vice presidente nazionale Borsetto: «Opportunità per migliorare la situazione del settore. Inutile nascondere che i problemi, oggi, sono tanti. Confagricoltura si propone come sindacato di progetto, vogliamo fare: le parole non bastano», con un invito ai governi: «Gli agricoltori devono essere competitivi, ma anche la politica deve esserlo. Confagricoltura garantisce il suo impegno affinché l’agricoltura sia al centro del sistema economico».

Dopo gli interventi istituzionali, la consegna della targa a Giusy Veglio, da dieci anni dipendente di Confagricoltura Asti.

Il lavoro di Confagricoltura Asti

“Siamo ormai nel 2008 e il consuntivo della passata annata agraria non si presenta certamente ricco di soddisfazioni per il mondo agricolo – commenta il presidente Confagricoltura Asti Massimo Forno - La nostra organizzazione, costantemente impegnata nella difesa dell’impresa agricola, ha ottenuto lusinghieri risultati in materia di Iva agricola, prelievo fiscale, di fiscalità dei contribuenti e stiamo portando avanti una strenua battaglia in difesa del reddito delle imprese agricole. Oggi si parla di Confagricoltura Asti come di un’organizzazione all’avanguardia, tra le più attive e propositive, di un’organizzazione capace di interpretare un ruolo diverso per lo sviluppo del comparto e dell’intera economia del territorio, a partire dalla qualità dei suoi servizi”.

Attualmente Confagricoltura Asti rappresenta oltre 1400 aziende agricole associate, circa 150 proprietari con fondi affittati, 1213 pensionati e un movimento giovanile di circa 120 giovani imprenditori.

Al primo posto a livello provinciale per rappresentanza dei datori di lavoro con oltre il 35% delle imprese agricole assuntrici di manodopera dell’Astigiano, al terzo posto come rappresentanza degli autonomi con circa il 10%.

Confagricoltura è strutturata con 6 uffici zona (Cocconato, Costigliole, Nizza, Villanova, San Damiano e Montechiaro) e 11 recapiti.

Oltre 1000 sono le aziende agricole contabilizzate Iva, circa 300 le Aziende assuntrici di manodopera che si avvalgono dei nostri servizi.

“Confagricoltura Asti è solida, compatta – commenta Forno - con la voglia di continuare a tutelare l’impresa agricola nella sua complessità confidando in un futuro che sappia riportare il settore primario a un ruolo centrale strategico dell’economia locale e nazionale”.

 

Confagricoltura - C.so Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma - C.F. 80077270587