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26/06/2010 
Piva e De Castro all'assemblea della "Libera" di Cremona

Da "La Provincia" di Cremona
del 26 giugno 2010
a cura di Vittoriano Zanolli


L'orgoglio di Confagricoltura, espresso con partecipazione emotiva da Federico Vecchioni, è lo stesso manifestato dal presidente della Libera Antonio Piva nel suo discorso: un`analisi della pesante situazione agricola internazionale che individua i problemi, ne suggerisce le soluzioni e accende una luce di speranza.
La redditività è il tema più urgente. «Latte, cereali, carne suina e bovina, ma anche altri, considerati come alternative quali l`ortofrutta e l`arboricoltura, sono in sofferenza e non sono in grado di ripagare gli sforzi e il lavoro degli agricoltori cremonesi, lombardi e italiani - ha esordito Piva -. Ci troviamo di fronte a una crisi strutturale senza precedenti, sia per ampiezza, nel senso che abbraccia tutti i settori produttivi, che per durata».
Il momento è pesante, ma l`agricoltura è al servizio di 500 milioni di consumatori europei perciò deve trovare la strada per uscire dal tunnel.
«La Politica agricola europea ha svolto un ottimo lavoro nel passato con il sostegno basato sull`unità di superficie e ha ottenuto il duplice scopo della integrazione al reddito degli agricoltori e del contenimento dei prezzi e quindi dell`inflazione - ha spiegato Piva -. Oggi questo ruolo è stato di molto sminuito con la continua erosione delle risorse stanziate per il contributo unico e il loro dirottamento verso altre forme di sostegno, in particolare al cosiddetto sviluppo rurale».
La contrazione dell`integrazione al reddito, la globalizzazione e la liberalizzazione dei mercati hanno determinato la discesa delle quotazioni delle materie prime agricole con la conseguente diminuzione netta del reddito degli agricoltori.
L`agricoltura continentale resterà strategica perché da essa dipende la nostra sopravvivenza, ma i produttori hanno bisogno di certezze e devono ottenere in tempi brevi la redditività delle loro imprese, pena la sopravvivenza delle aziende stesse. «Con il latte a 33,156 centesimi il litro, la carne suina a 1,20 euro il chilo e il mais a 14-15 euro al quintale non copriamo nemmeno i costi di produzione - ha osservato il presidente della Libera -.
Dunque abbiamo bisogno di una rapida inversione di tendenza. Attraverso la riforma della Pac bisogna incidere sui mercati, sulla loro stabilità e sulla redditività delle imprese.
La Pac scadrà nel 2013, ma non possiamo aspettare altri due anni in queste condizioni. Dobbiamo salvaguardare il budget agricolo europeo che si aggira sui 45 miliardi chi euro, e le singole assegnazioni».
A chi chiede che vengano destinati più soldi all`agroambiente o allo sviluppo rurale, la Libera risponde che «la sicurezza e la qualità alimentare sono il primo requisito delle nostre produzioni. E produrre in questo modo costa». Questa considerazione basterebbe a giustificare l`investimento dell`Unione europea nel settore agricolo. Piva ha motivato la necessità di consentire la coltivazione degli Ogm e ha spiegato quanto importante sia l`etichettatura dei prodotti agricoli ai fini della salvaguardia della sicurezza alimentare. Lo scandalo della mozzarella blu è emblematico.
Il presidente della Libera ha poi analizzato l`andamento dei vari settori produttivi, a cominciare da quello dei cereali, per il quale «occorrono interventi di sostegno straordinari com`è stato fatto per il latte». La Libera, in accordo con il Consorzio Agrario di Cremona, ha contribuito a fondare `Cereali d`Italia`, un`organizzazione aperta ai produttori di tutto il Paese, che ha già stipulato accordi per la fornitura di grano alla Barilla.
Remunerazione del prodotto e contenziosi sulle quote sono i due aspetti principali che riguardano il latte. Piva ha stigmatizzato «il comportamento a dir poco scorretto dell`ex ministro dell`Agricoltura per la relazione dei carabinieri del ministero dell`Agricoltura sulla questione delle quote latte, seguita dalla sentenza del Tar che chiede la restituzione delle multe pagate».
«Forti di questi comportamenti - ha aggiunto il presidente della Libera - alcune centinaia di produttori stanno minacciando la regione Lombardia e il suo presidente con l`occupazione Linate e il blocco delle autostrade se non verranno abbuonate le multe che devono pagare. E la legge? E lo Stato di diritto? Si sappia che se ciò accadrà, vi saranno migliaia di agricoltori che chiederanno, non solo la restituzione delle multe pagate, ma anche la restituzione dei soldi spesi per l`acquisto delle quote». Per superare la crisi è indispensabile «che gli allevatori concentrino l`offerta e diventare operatori attivi sui mercati».
Piva ha riservato ampio spazio della sua relazione anche alla pesante situazione della suinicoltura e ha terminato con le agro energie, un settore nel quale Cremona e la Libera hanno assunto la leadership nell`ambito della produzione del biogas, mentre il fotovoltaico è in forte crescita.
Il riordino dei consorzi di bonifica, altro tema scottante, la gestione dei Piani di sviluppo rurale, l`applicazione della direttiva Nitrati e altri adempimenti burocratici che condizionano pesantemente la gestione delle aziende sono stati oggetto d`analisi (v.z.).

"Il problema della sicurezza alimentare prima o poi esploderà. E deflagherà in modo ben più devastante di quanto non sia avvenuto o non possa avvenire con l'energia". L'ha detto il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, ospite d'onore all'assemblea ordinaria annuale della Libera Associazione agricoltori cremonesi a CremonaFiere. "L'aumento della domanda di generi alimentari (4%) è doppia rispetto all'incremento della produzione - ha spiegato De Castro - Prima o poi questo nodo verrà al pettine e gli effetti immediati saranno sui prezzi. I segnali che provengono dal settore lattiero-caseario vanno nella direzione temuta: in Nuova Zelajnda il prezzo della materia prima è aumentato del 600%". Si parla sovente, e spesso a sproposito, di qualità, ma il tema della quantità, secondo de Castro,, è almeno altrettanto importante.
La Cina ha già comprato e sta proseguendo nell`acquisto di milioni di ettari di terra coltivabile in Africa.
«E` una situazione drammatica - ha spiegato il presidente della commissione agricoltura dell`Ue -. Cambiano le diete alimentari, aumenta il consumo delle proteine animali e per produrne una di queste ne servono sette vegetali».
Guarda oltre le situazioni congiunturali e le crisi, ancorché gravi, il professor De Castro che non si limita a compiere una dotta disamina della Pac e della situazione agricola.
Inevitabile l`accenno agli Ogm: «Le preoccupazioni dell Unione Europea sono del tutto immotivate. Come si può produrre di più per arrivare a sfamare i 9 miliardi di persone che nel 2050 popoleranno la terra senza terra e meno acqua? Com`è possibile?».
Ma De Castro non profetizza un futuro nero per il pianeta e per l`agricoltura purché si sia consapevoli dei rischi che si corrono. Oggi però gli agricoltori chiedono come si possa sostenere i prezzi. Ecco la risposta di De Castro: «Bisogna lavorare sull`immissione del prodotto sul mercato, altrimenti i marchi risultano inutili e non si traducono in reddito». Sul futuro della Pac l`ospite sollecita il Governo italiano a formulare una proposta. Il rapporto con il ministro per le Politiche agricole Galan, «molto positivo» può servire a trovare una soluzione da proporre all`Europa. Comunque la Pac sarà difesa, ha assicurato il commissario europeo, e le risorse ci saranno anche se non sarà facile mantenerle. «Ci sarà battaglia» ha annunciato. E` fondamentale che si diffonda il concetto di un`agricoltura che non fornisce solo prodotti alimentari ma che nel suo esercizio svolge anche un servizio di politica ambientale.
Questa può essere la chiave per garantire al settore primario il mantenimento delle risorse fin qui stanziate.
«Senza la Pac - ammonisce De Castro - ci sarebbero più distorsioni e si spenderebbe di più».
Il19 e 20 luglio si terrà la conferenza europea nella quale si discutere della Pac e a novembre sono in programma le comunicazioni sulla riforma. Insomma, non si è ancora entrati nel vivo. «Ci sono ipotesi di rinvio, vista la scarsità di soldi - ha detto l`ospite - ma c`è la disponibilità degli Stati membri a dare più risorse all`Europa. Perciò siamo ottimisti». (v.z.)

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