Confagricoltura ribadisce l’importanza del valore delle risorse umane nelle aziende agricole. Lo testimonia il convegno che Confagricoltura Vercelli e Biella ha organizzato, nel corso del quale è intervenuto il direttore generale, Vito Bianco.
“Accanto a questa nostra ‘attenzione’ – ha detto Bianco - c’è però una visione ancora troppo astratta da parte della legislazione attuale di quella che è l’attività agricola”.
Non si tiene conto che la realtà agricola è fatta da un milione e settecento mila aziende, delle quali solo 200 mila assumono manodopera, con un milione e cento mila dipendenti, per la gran parte stagionali e 90 mila extracomunitari. Un’agricoltura che soffre dell’invecchiamento degli addetti e che svolge una attività importante volta anche al presidio del territorio. Dove la dispersione delle aziende amplifica il problema della sicurezza.
Vito Bianco ha lamentato l’episodico e scoordinato coinvolgimento della rappresentanza agricola nella definizione delle scelte legislative ed ancor più delle sue norme applicative.
“Occorre una maggiore semplificazione - ha detto Bianco – dando più importanza alla prevenzione e alla formazione, considerando anche che le aziende agricole si evolvono verso nuove attività, come la produzione di energia e la multifunzionalità, che presentano peculiarità per quanto riguarda i sistemi di lavoro”.
"La sostanziale collaborazione con la parte sindacale - ha aggiunto Bianco - testimonia il lavoro condiviso che si sta facendo e lo sviluppo della bilateralità”.
L’agricoltura, vera fabbrica a cielo aperto, operante anche su territori svantaggiati, necessita quindi, a parere di Confagricoltura, di una attenzione particolare, e anche di incentivi per rinnovare e mettere in sicurezza attrezzature e macchine non al passo con i tempi.