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15/04/2010 
Vecchioni sottolinea alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “va alimentata la cultura d’impresa e di quella agricola in particolare”

“Occorre ribadire con forza che se l’agricoltura ha un posto di rilievo nella storia d’Italia il merito va a milioni di imprese e di imprenditori, che hanno operato in un regime di libera scelta più che di libero mercato ed hanno dimostrato di saper guardare all’interesse collettivo”. Così ha detto il presidente d Confagricoltura Federico Vecchioni nel suo intervento al convegno “L’agricoltura nella storia d’Italia”, svoltosi all’Auditorium della Conciliazione in Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

“Va alimentata la cultura di impresa e dell’impresa agricola in particolare - ha proseguito Vecchioni - perché siamo un popolo che guarda quasi con troppa diffidenza all’attività imprenditoriale come elemento di crescita e di sviluppo. L’impresa agricola è depositaria di valori universali; curare l’impresa significa tenere in considerazione questi valori. In particolare, è compito dell’agricoltore gestire i beni comuni per tramandare alle generazioni future tutto quanto ha ottenuto senza depauperarlo”.

“Infine - ha concluso il presidente di Confagricoltura - la responsabilità sociale di fornire il bene principale per la vita che è l’alimentazione, il pane quotidiano, per ciascuno di noi”.

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