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09/09/2010 
Confagricoltura: “la Cei identifica l’impresa agricola come motore di progresso sociale e valorizzazione dei giovani”

“Leggiamo con grande piacere ed orgoglio nel messaggio della Cei per la giornata del Ringraziamento che ‘il mondo agricolo sarà palestra di integrazione e leva economica, quale premessa e condizione del progresso sociale’ e che ‘in questo tempo di crisi un segnale positivo è rappresentato dal ritorno all’impresa agricola di giovani laureati, che sentono questo lavoro come una vocazione, che dona loro dignità e piena valorizzazione’. Così Confagricoltura commenta le parole dei vescovi della Commissione Cei, sottolineando come la produzione agricola sia tornata centrale nella visione sociale ed economica e con l’attività primaria sia tornato d’attualità l’atto del coltivare e dell’allevare che vede al centro l’uomo e il suo essere imprenditore agricolo.

“L’espandersi delle civiltà si è basato sulla diffusione delle pratiche agricole - ricorda il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni - ed è importantissimo che ci sia attenzione, anche politica, alla produzione primaria che è assieme valore etico e sociale, di realizzazione dell’individuo forse più ed oltre di qualsiasi altra attività economica.”

“Una realizzazione identitaria - prosegue Vecchioni - che non deve però essere immobilistica, ma valersi di ricerca ed innovazione, ammodernando processi e mentalità. La Dottrina sociale della Chiesa afferma che ‘Dio ha destinato la terra con tutto quello che in essa è contenuto all’uso di tutti gli uomini’ e che la visione cristiana ‘comporta un giudizio positivo sulla liceità degli interventi dell’uomo sulla natura’, che non è ‘una realtà sacra o divina, sottratta all’azione umana’ ma ‘piuttosto un dono offerto dal Creatore … affidato all’intelligenza e alla responsabilità morale dell’uomo’.

“Quest’uomo - conclude il presidente di Confagricoltura, proseguendo nel suo riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa - non è altri che l’agricoltore, il quale ‘non compie un atto illecito’ quando, rispettando gli esseri viventi e la loro funzione nell’ecosistema, ‘interviene modificando alcune caratteristiche o proprietà’.Una visione antica ed assieme modernissima che è anche alla base appunto dell’identità di essere agricoltore, ovvero il soggetto che apporta ai beni universali a lui affidati tutte le modifiche necessarie a progredire nell’interesse comune”.  

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