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09/07/2010 
Quote latte, emendamento approvato per un voto. Confagricoltura: la Commissione europea intervenga a ripristinare la legalità
In spregio ad ogni appello all’equanimità e alla tutela dei diritti delle persone oneste la Commissione Bilancio del Senato ha approvato, con un solo voto di scarto, l'emendamento alla manovra che dispone una sospensione fino al 31 dicembre del pagamento della rata delle multe quote latte per i produttori che hanno aderito alle rateizzazioni previste dalla legge. Confagricoltura stigmatizza questo vero e proprio atto di forza a tutela degli interessi dei pochi allevatori che hanno aderito alla sanatoria introdotta dalla Legge 33, voluta dall’ex ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia.

“E’ una legge che si può dunque a buon titolo definire ‘ad personas’ e a cui il nuovo rinvio dei pagamenti definito nell’emendamento passato al Senato garantisce altri spazi di dilazione. Questo - sottolinea Confagricoltura - nonostante l’Unione Europea abbia offerto nell’ultimo negoziato l’opportunità per sistemare il quadro produttivo”.

“Solo una corretta applicazione di quanto disposto dalla normativa nazionale e comunitaria può consentire al settore lattiero di mettersi definitivamente alle spalle il troppo lungo periodo di anarchia che tanti danni ha creato all’erario e che tanto negativamente ha pesato sulle quotazioni del latte –  rileva Confagricoltura -. Insistere nella direzione indicata dall’emendamento Azzollini vuol dire non tener conto degli 11.000 produttori che hanno regolarmente onorato gli impegni contratti con la rateizzazione ex lege 119/03”.

Confagricoltura plaude alla linea dell’onestà e del rigore su cui si è attestato il ministro Giancarlo Galan, ribadendo che la legge deve essere uguale per tutti e che nessuna appartenenza politica per cambiare questa regola.

“Sulle quote latte la coesione sociale è a rischio - avverte ancora Confagricoltura - . Da una parte, tutti i cittadini sopportano oneri finanziari impropri e dall’altro mancano le risorse per lo sviluppo del settore agricolo, un controsenso tutto italiano che pesa sul sistema e ne mina la credibilità. Se ci sono le disponibilità finanziarie è preferibile utilizzarle per l’interesse dell’intero settore e non per poche persone da tempo individuate. Sarebbe sufficiente meno della metà di quanto si pensa di condonare per affrontare le criticità che da tempo il mondo agricolo segnala alla politica”.

Confagricoltura auspica ora  - poiché l’applicazione della nuova disposizione è subordinata alla compatibilità comunitaria - che la Commissione europea ne sancisca l’illegittimità.

 

 

 

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