“Una notizia, come quella emersa all’inaugurazione di Vinitaly, su circa 10 milioni di litri di vino da tavola che avrebbero potuto essere commercializzati come Chianti Docg non può che essere fonte di rammarico per le negative ricadute d’immagine che rischiano di danneggiare il comparto vitivinicolo nazionale, in pieno sforzo per agganciare la ripresa dei mercati”.
Così il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, commenta l’annuncio di un’operazione delle Forze dell’Ordine in Toscana durante la quale sono stati eseguiti massicci sequestri cautelativi e sono scattate denunce per frode in commercio.
“Per dare una valutazione precisa - ha proseguito Vecchioni - mancano molti dettagli, tanto più che il Consorzio di tutela del Chianti sostiene si tratti di un’inchiesta della Procura di Siena già annunciata a fine 2009 e non di un fatto nuovo. E’ chiaro comunque che chi ha sbagliato sapendo di sbagliare non può essere giustificato”.
“Nell’attesa di maggiori chiarezze sui fatti - ha detto ancora il presidente di Confagricoltura - va ricordato in maniera inequivocabile che il comportamento scorretto di pochi non può in ogni caso dequalificare la serietà e l’eccellenza del lavoro della stragrande maggioranza dei produttori vinicoli italiani”.
“Colpisce e amareggia - ha concluso Vecchioni - come queste notizie appaiano mosse da un perverso meccanismo ad orologeria, che scatta troppo frequentemente in occasione di Vinitaly, il maggiore palcoscenico internazionale del nostro vino”.