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07/07/2010 
Confagricoltura: sulle quote latte coesione sociale a rischio. No a tentativi di sospensione delle multe. Pieno appoggio al ministro Galan

“Sulle quote latte la coesione sociale è a rischio - avverte Confagricoltura, in relazione a possibili scappatoie che consentano una sospensione delle multe a chi ha superato i tetti di produzione - un settore cosi importante per l’agroalimentare italiano non può essere oggetto di continui attacchi mediatici e giurisdizionali da parte di un manipolo di produttori di latte (circa 700 su 39.000) che non vuole rispettare le regole comunitarie e nazionali”.

“Questo atteggiamento, irresponsabilmente supportato da alcuni - sottolinea l’Organizzazione agricola - ha prodotto il mancato pagamento di multe per splafonamento delle quote latte per un ammontare di oltre 2 miliardi di euro, che l’Unione Europea ci ha già trattenuto, e rischia di consolidarsi se le regole non saranno applicate fino in fondo”.

“Il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, al quale diamo il nostro pieno appoggio - prosegue Confagricoltura - ha chiarito che le multe vanno pagate, che la Ue non ammette sospensioni delle sanzioni, che ogni metodo di conteggio è risultato regolare e che non ci sono nuovi elementi per mettere in discussione le decisioni prese. Su questa base siamo pronti a denunciare ogni forzatura e difendere i diritti di chi ha pagato”.

“Da una parte, tutti i cittadini sopportano oneri finanziari impropri e dall’altro mancano le risorse per lo sviluppo del settore agricolo - fa notare Palazzo della Valle -. Un controsenso tutto italiano che pesa sul sistema e ne mina la credibilità. Se ci sono le disponibilità finanziarie è preferibile utilizzarle per l’interesse dell’intero settore e non per poche persone da tempo individuate. Sarebbe sufficiente meno della metà di quanto si pensa di condonare per affrontare le criticità che da tempo il mondo agricolo segnala alla politica”.

“L’Unione Europea - ricorda Confagricoltura - ci ha offerto nell’ultimo negoziato un’altra opportunità per sistemare il quadro produttivo; chi insiste nella richiesta di sanatoria omette volutamente di valutare i rischi che potrebbero derivare dal mancato rispetto delle regole comunitarie e non tiene conto che ca 11.000 produttori hanno regolarmente onorato gli impegni contratti con la rateizzazione ex lege 119/03. Un diverso trattamento sarebbe offensivo oltre che contrario alle regole nazionali e comunitarie”.

“Ribadiamo che la legge deve essere uguale per tutti - conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - e non deve essere messa, indebitamente, sul piatto della bilancia alcuna appartenenza politica per cambiare questa regola. Se si dovesse insistere, in spregio alle leggi, nel portare avanti “sanatorie”, Confagricoltura è pronta a chiamare i produttori sulle piazze per sostenere, ancora una volta, le ragioni della legalità e della civiltà”.  

Confagricoltura - C.so Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma - C.F. 80077270587